PIENA DI NIENTE: Intervista ad Alessia di Giovanni

Se ci seguite sulla nostra pagina Facebook saprete sicuramente che a GOMMA sabato 11 Aprile dalle ore 18 Alessia di Giovanni presenterà PIENA DI NIENTE, sua ultima graphic novel edita da BeccoGiallo, che racconta quattro storie vere sull’aborto e sull’obiezione di coscienza.
Per l’occasione abbiamo fatto qualche domanda all’autrice.

Piena di Niente è un titolo molto forte, non ti nascondo che quando l’ho letto per la prima volta ho provato una sensazione di “disagio”, come se il pensare di aver dentro una persona e considerarla “niente” mi facesse sentire in colpa, quasi.
Mi racconti perché hai voluto utilizzare questo titolo?

È niente se vuoi che sia niente, è qualcosa se vuoi che sia qualcosa. Sta a te.
Non c’è una scelta giusta o sbagliata, solo personale, legata alla tua storia, al tuo io. Spesso la colpa è espressione di un clima che aleggia in Italia, ed è un clima criminale. E’ proprio per denunciare quel crimine che nasce il libro. Per normalizzare un atto ciò che viene sempre presentato come un’eccezione-tabù. L’aborto viene praticato  da quattromila anni e in tutte le società e c’è sempre qualcuno che, come gli obiettori, lo proibisce o lo sabota convinto che una donna non possa avere dei sogni così forti da non poterci rinunciare per colpa di qualche spermatozoo.

Questo è un libro che fa parte di quella che chiami “trilogia della violenza”, partita con Io so’ Carmela, storia della ragazza tarantina di 14 anni morta suicida dopo uno stupro. Immagino che raccontare delle storie così complesse e complicate sia molto impegnativo, sia dal punto di vista mentale, perché credo che riflettere su argomenti del genere sia sempre impegnativo, che dal punto di vista narrativo.
Che tipo di approccio o studio c’è stato dietro per riuscire a trovare il modo “giusto” nel raccontare? È stato difficile?

Uno studio e ricerche disperati durate due anni, in cui ho frequentato reparti dove si pratica, o non pratica, Ivg; in cui ho conosciuto e parlato con medici, anestesisti obiettori (e non) e in cui ho ascoltato, studiato, scambiato confidenze con coloro che fanno parte di tutto quello che poi è andato a costituire Piena di Niente.
A tutto questo ho poi aggiunto la mia esperienza emotiva personale, e in tutto questo mi son persa, per poi ritrovare la strada.
Non so se è un modo “giusto”, ma questo è il mio modo.

L’aborto è un argomento di cui è sempre molto difficile parlare. Penso che solo chi ha dovuto (o voluto) prendere una decisione del genere possa sapere realmente come ci si possa sentire e, dato che in prima persona non l’ho vissuto, non entrerò nel merito della situazione in senso stretto. Però, se posso chiedertelo, vorrei sapere quel che pensi tu sull’aborto.

Credo sia chiaro leggendo il libro. Penso che l’aborto sia uno dei tanti modi che hanno le donne per controllare il loro destino. E, se il loro destino non è quello di diventare madri o non diventarlo di nuovo (ricordo che sei donne su dieci di quelle che abortiscono sono già madri) l’aborto diventa essenziale.
Così come avere un’educazione sessuale e di genere.

Le illustrazioni sono di Darkam (Eugenia Monti). Com’è nata questa collaborazione tra di voi e come mai hai voluto che lei illustrasse questa graphic novel?

Ho visto i lavori di Darkam e me ne sono innamorata, subito. Sapevo fosse adatta fin dal primo momento, perché condivide il mio stesso approccio al corpo, che non è qualcosa di separato dalla mente, dall’anima, sempre che esista.
Nel corpo stesso ci sono grida e viscere, urla e sorrisi, pensieri e sangue.
Nel corpo tutto si mescola e questa emozionalità carnale contamina e travolge tutto.

Sai già che argomento tratterai per quello che sarà il libro che andrà a chiudere questa tua trilogia della violenza?

Sì, lo so, e spero di potertene parlare in dettaglio molto presto.



S
ara Teofilo

 

 

Due (artisti) in un (post)

La nostra bellissima lista di artisti si va via via rimpolpando sempre più, e siamo davvero felici di potervi dire (e parlare) di due persone che saranno presenti durante i due giorni di GOMMA: David Cristobal e Fortuna Todisco.

David Cristobal lo abbiamo conosciuto tra un amaro e l’altro in occasione di PAW CHEW GO (si legge Paciugo) e ce ne siamo innamorati. A volte mi chiedo come facciano alcune persone ad avere una capacità del genere di disegnare, poi mi rispondo quasi subito che è vocazione.
Non può essere altro. Pura e stupenda vocazione.

David ha 34 anni ed è nato a Madrid, dove si è laureato in Belle Arti e dove ha lavorato come insegnante in una scuola materna. Si è trasferito a Milano 4 anni fa e la sua principale ispirazione (oltre a quello che lo circonda) proviene dalla musica; infatti proprio da quest’ultima riceve forti e numerosi impulsi che si trasformano in immagini, ogni volta sempre più nitide, che poi riporta su carta.

Fortuna Todisco è nata a Bari 30 anni fa (ma vive a Milano) e noi la conosciamo da un po’, la seguiamo da un po’ e la adoriamo, totalmente.
Ha creato illustrazioni per Il Sole 24ore, per Wired, per Panorama e per Vanity Fair, per dirne alcuni.
Tra i progetti che abbiamo amato ci sono senza dubbio Unfortunately013 (il calendario della sfiga), Tuttisanti (il calendario tridimensionale che ci dice che siamo tutti santi), MIT (la sua serie di “illustrazioni carnali” che fanno riflettere sul concetto del corpo della donna, spesso basato solo sulla fisicità, per l’appunto) e la stupenda illustrazione creata, insieme ad altre 20 di altri illustratori, per il progetto Una Mano per il Gargano, i cui fondi sono andati alle zone della Puglia colpite dall’alluvione dello scorso settembre.

Sara Teofilo

Che si apra il (virtuale) sipario!

Gomma sta prendendo sempre più forma.
Tra innumerevoli email, chiamate, messaggi, sopralluoghi notturni al Csa Baraonda, idee che vanno e vengono, frasi veloci da appuntare, workshop da organizzare e “com’è che si chiamava quell’illustratore bravissimo di cui ti parlavo l’altra volta?” ecco che alcuni nomi si delineano, si fanno via via più chiari e noi, orgogliosamente, vogliamo iniziare a presentarveli.

Alice Lotti riesce a farti amare gli animali anche se sei una persona che gli animali non li ama.
Il suo immaginario colorato, simpatico e bellissimo ti fa venir voglia di svegliarti domattina sperando di avere intorno tutti gli elefanti, i buoi, i bisonti i leoni e gli uccellini che disegna (per dirne alcuni), perché riescono a fare una cosa che è giornalmente necessaria: mettono allegria.

Alice è nata nel 1985 ad Alba, Cuneo, ma attualmente vive a Torino. Si è laureata in Comunicazione Visiva e e Progettazione Grafica per l’Editoria presso l’ISIA di Urbino, ed attualmente lavora per lo studio creativo torinese 515 .
Nel 2012 Alice ha vinto il Premio Nazionale delle Arti per il Design della Comunicazione nella categoria Progettazione grafica per l’editoria, con il suo progetto Definisci Sostenibile, ha collaborato poi con Indiana disegnando alcune delle loro copertine, con Eni facendo parte di Enizyme e con Camera (Centro Italiano per la Fotografia) realizzando una fanzine in occasione di Artissima 2014.

Definisci sostenibile/1il cristo zen Indianalogo Camera

Si è poi occupata del restyling del logo del ristorante torinese Del Cambio, ha illustrato le copertine della Piccola Biblioteca di Cucina Letteraria per Slow Food e con Laura Fanelli ha organizzato la mostra collettiva itinerante di illustratori Muro come un pesce, che ha avuto un grande successo sia in Italia che all’estero.
Ha disegnato cose bellissime, come la Jumper Series, le illustrazioni per La Storia dell’Orso Marittimo (progetto che fa parte delle Storie da non raccontare di Lara Caputo) e per Bobos, uno dei blog italiani più interessanti, ha illustrato la ricetta dell’arrotolato di pollo con frittata e asparagi.

logo del cambio  cover slow food

muro come un pesce jumper series

orso marittimoarrotolato di pollo

Inoltre, nel 2013, Alice ha vinto la prima edizione del concorso Best Book ed ha così pubblicato Quando un elefante si innamora, il suo primo libro per bambini/ragazzi/grandi e grandissimi edito in Italia da Kite edizioni (ed in Francia da Passepartout) i cui testi sono di Davide Calì.
Qui trovate il suo shop online dove potrete comprare tutto quel che volete.

elefante innamoratoelefante2

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Avete capito perché siamo orgogliosi di averla al nostro festival, no?

Sara Teofilo